Il Tatuaggio, storia, nascita e sviluppo

Il tatuaggio di cui avevamo iniziato a parlare in questo articolo rifletteva un analisi sulla storia appena abbozzata, oggi vedremo il termine, capiremo come si è andato evolvendo e come è arrivato a diventare una moda tanto popolare.

Il tatuaggio, termine e nascita dello stesso

Il termine tatuaggio è proveniente da altri termini:

Tatau in Samoano, ovvero in una lingua della Polinesia

Tatouage è invece il termine francese che indicava l’arte di incidere e inchiostrare il derma della pelle

Tattoo è il termine di origine anglosassone invece

La nascita dei primi tatuaggi è fatta risalire ad un corpo mummificato datato 5300 anni fa e ritrovato al confine tra Italia e Austria. Altrimenti denominato come uomo venuto dal ghiaccio o uomo di Similaun, Otzi risale all’età del Bronzo e aveva complicati tatuaggi su se stesso. Questo è il corpo più antico ritrovato che avesse inchiostro sotto pelle. Ma ciò non significa che sia lui la prima persona nella storia ad aver avuto tatuaggi, ma già tale scoperta fa riflettere sulla funzione del tatuaggio, sulla sua nascita e sul suo sviluppo anche in epoche remote.

Otzi aveva ben 57 tatuaggi, anche questo è un dato abbastanza impressionante, alla mummia ben conservata grazie al ghiaccio nel quale è stato ritrovato, i tatuaggi occorrevano per lenire i dolori legati all’artrite di cui pare soffrisse, una sorta di agopuntura con inchiostro erano quei tatuaggi, per così dire. Quindi l’estetica davvero non centrava nulla con le ragioni che spinsero questo uomo dell’età del bronzo a tatuarsi.

Dall’età del Bronzo al Presente, come è cambiato il tatuaggio

Per parlare di un argomento così vasto occorrerebbe scrivere un libro, per tale ragione ci limitiamo ad osservare le condizioni di vita delle persone e solo da questa prospettiva scriveremo ciò che consideriamo un cambiamento epocale.

In passato il tatuaggio veniva fatto per due ordini di ragioni:

– Come terapia medica

– Come atto rituale

Nel primo caso è proprio la mummia Otzi a confermarcelo,

mentre per quanto riguarda il secondo caso la ritualistica prevedeva ad esempio nel popolo Maori, che al passaggio significativo della vita, o meglio ad ognuno di questi passaggi, si dovesse fare un tatuaggio per simboleggiare un cambiamento e il superamento di una fase pregressa.

Il terzo caso è quello dell’immagine del nostro post di oggi. A questa donna è stata scattata la foto che si vede nel 1907 si presume anche tentando di interpretare le grafiche presenti sul suo corpo, che lavorasse in un circo, ma ovviamente questa resta un ipotesi che stiamo facendo adesso, non suffragata da prove che ne determinino tale impiego. In generale però per comunicare la propria diversità il tatuaggio è stato impiegato per molti anni, secoli possiamo dire.

Al fine di sentirsi parte di un gruppo specifico è una ragione individuata sia nel presente che nella storia del tatuaggio, valeva infatti anche per le tribù del passato.

Oggi il tatuaggio è popolare perché si è arrivati a tecniche e scuole davvero eccellenti, realistiche e non che fanno della macchinetta e degli aghi una vera e propria arte capace di migliorarsi costantemente, ma anche i metodi tradizionali comunque erano e sono da considerarsi un arte!