Storia del tatuaggio nell’antichità

storia del tatuaggio

La storia del tatuaggio è ampia, ne abbiamo già parlato in precedenza ma l’esaustività è difficile da raggiungere.

Storia del tatuaggio e immaginario collettivo

Quando si parla di immaginario collettivo il tatuaggio nella sua storia ed evoluzione, viene generalmente associato al caratterizzare se stessi, ma la storia parla spesso linguaggi altri rispetto al modo di considerare le cose che viene determinato dalle culture di appartenenza.

Il tatuaggio oggi è segno distintivo, ma anche una moda sotto certi aspetti, in passato questa usanza era diffusa soprattutto per contraddistinguersi o per contraddistinguere un membro di un clan da un altro, aveva anche scopi rituali ed era connesso a specifiche pratiche connesse ai passaggi della persona che lo imprimeva sulla propria pelle.

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Oltre Otzi che ha impressionato molti studiosi, e di cui si è parlato in differenti circostanze dialogando e scrivendo di tatuaggi, c’è anche una donna chiamata principessa di Altaj, giovane siberiana che visse oltre 2500 anni fa e sul cui corpo furono rinvenuti complicati ed eleganti tatuaggi che certo vennero realizzati da un artista molto abile.

Donne nella storia e Tattoos

Rimanendo su una “metà del cielo” le donne che nella storia presentavano sul loro corpo dei tatuaggi sono state molte, oltre alla principessa Altaj poco fa citata, vanno menzionate anche le donne dell’Antico Egitto ad esempio.

Come precedentemente detto, anche per le donne egiziane, il tatuaggio aveva un alto valore simbolico che attingeva alla spiritualità spesso e volentieri oltre che in questo caso, un valore estetico, di eleganza e raffinatezza.

I tatuaggi furono molto gettonati anche dai popoli tribali come è noto, il loro utilizzo in quel caso era quello di contrassegnare le tribù e riguardavano sia le donne che gli uomini come potete immaginare.

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Romani e Tatuaggi

All’inizio e con le invasioni, le guerre per il dominio etc…. Incontrando altri popoli i Romani che non conoscevano il tatuaggio saranno certamente rimasti stupiti da tale usanza poi nel corso del tempo anche l’Impero che per molto è stato il più vasto, adotto questo costume e quindi adottò il tatuaggio.

I primi a farsi tatuare a Roma furono i soldati, era a seguito di giuramenti tra i commilitoni che iniziò a diffondersi il tatuaggio tra i romani, a seguire con le legioni il tatuaggio divenne obbligatorio per chi combatteva, il carattere indelebile del tatuaggio aveva la funzione di scoraggiare la diserzione.

Il tatuaggio andò anche a confermare l’appartenenza delle persone ad altre, come merci, valeva per gli schiavi che secondo Plinio e Svetonio venivano marchiati con le iniziali dei padroni.

Nelle culture pagane comunque il tatuaggio era anche simbolico della propria fede religiosa, già in Egitto come detto ma anche presso i Romani avvenne ciò.

Solo con l’avvento del cristianesimo prima concesso e poi religione di Stato vennero proibiti i tatuaggi perché considerati troppo pagani.

La proibizione fu decretata nel 787 d.C. da Papa Adriano I ma pur con il divieto anche durante le crociate, molti militari si facevano comunque tatuare la croce cristiana sia per una questione di fede sia per una di protezione durante la battaglia.

Attualmente sembra assurda un epoca che vietava i tatuaggi, o una nella quale questi venivano usati come marchi per definire la proprietà umana, ma il concetto di proprietà varia nel tempo e in altre epoche con strati sociali che prevedevano la schiavitù tali segni distintivi per quanto crudeli erano considerati come utili.